Arte della unionität

Johannes J. Winges

Demokrameter

Per coloro che mettono alla prova la libertà.

„La democrazia presuppone la ragione nel popolo, che essa dovrebbe solo suscitare."

Un’analisi della realtà quotidiana ci mostra che i traguardi acquisiti, come la tolleranza, la partecipazione e la libertà, non sono inamovibili. In tempi di fake news, demagogia e bellicismo, siamo minacciati di rinunciare facilmente alle nostre libertà per un livello apparentemente superiore di sicurezza. Concedere il potere al popolo non è un processo automatico, ma richiede una costante consapevolezza di questo bene. Una comune e consapevole aspirazione a un vivere insieme pluralistico è la base per una convivenza pacifica.
„La tolleranza, la partecipazione e la libertà non sono conquiste irraggiungibili. Devono essere misurate quotidianamente.“

Un sguardo dietro le quinte dell'opera

Il „DEMOKRAMETER“ (in greco antico demos = popolo, métron = misura I = misura della sovranità del popolo) riflette al osservatore due diverse intuizioni. Da un lato, l’asse che, in linea con le aspirazioni democratiche, ci mostra i mutamenti sociali. Quindi, per raggiungere i nostri obiettivi democratici, abbiamo bisogno di una sovranità, di elezioni libere, di diritti completi, ecc., che ci rendano un popolo libero. Le elezioni regolari e il discorso aperto ci conducono, nel migliore dei casi, a una società civile che sia apprendente, crescente e adeguata alle esigenze future. Dall’altro lato, sono evidenti le aspirazioni a una società a più classi e alle dittature totalitarie. Questo monismo limita le elezioni, priva i diritti e forza invasivamente gli angosci esistenziali di un popolo, ad esempio da sovrappopolazione e scambio. Le immagini dell’avversario così dichiarate devono essere mantenute in vita e proiettate sul nostro avversario, con effetti divisivi e distruttivi. Questi livelli di sviluppo sociale devono essere consapevolmente presentati all’osservatore per consentirgli di adeguare il proprio „democratometro“.

Il capillarismo suggerisce un’interazione tra temperatura e coefficiente di dilatazione, che può essere considerata un’analogia tra lo stato della società e l’impegno individuale. Più la società civile si coinvolge e si unisce, più aumenta il „livello di dominio del popolo“ e anche la „perdita di partecipazione popolare“.

Disegno: Eva Kneer.

Sulla artista

Johannes J. Winges (*1974 a Francoforte sul Meno), fu presto influenzato da movimenti cristiani come la Compagnia di San Paolo. Così seguì l’esigenza familiare che aveva dato origine a un prete e a una suora e divenne sacerdote, successivamente frequentò un internato cristiano. Tra i suoi primi ricordi c’è il pensiero di contribuire a un vivere insieme positivo e la domanda su come l’uomo interagisca con gli altri. Da questa formazione infantile nacque la decisione di rifiutare il servizio militare e di studiare pedagogia sociale dopo il servizio civile. Successivamente svolse attività nell’assistenza ai giovani, incarichi di onore in organizzazioni non governative e incarichi di servizio residenziale. Dopo la sua formazione come psicoterapeuta, si stabilì a Francoforte sul Meno. Le sue attività si concentrano sulla promozione dello sviluppo individuale e sociale e sulla partecipazione attiva.

Foto: © Marie Hess

Ardi Goldman Arte
e la fondazione culturale gGmbH

Uniongelände
Hanauer Landstraße 188, 60314 Francoforte sul Meno

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