Il percorso d’arte

Justus Becker

Bleiben wo ich nie gewesen bin, 2024

Pittura aerea, pastello su parete | 400 x 250 cm

fpoK mi tnnigeb dnatsrediW reD - Retrografia sulla formazione mentale.

Justus Becker vive e lavora a Francoforte sul Meno, in Germania.
*1978 a Amburgo, Germania

ISTITUZIONE

Illustrazione/Disegno, Accademia delle Arti Visive, Francoforte sul Meno

Un sguardo dietro le quinte dell'opera

Sotto le arcate del Union-Areal si trova un tappeto, banale, quotidiano, familiare, eppure diventa il supporto di un enunciato esistenziale: „Voglio rimanere dove non sono mai stato.“ Con questo lavoro, l’artista di Francoforte Justus Becker, noto anche come COR, si riferisce allo scrittore Thomas Brasch, uno dei grandi esponenti della lingua potente e marginale della storia postbellica tedesca. Il verso proviene dal poema di Brasch What I Have I Do Not Want to Lose, contenuto nel volume Kargo (1977), in cui il sé lirico si incarna in un intreccio di contraddizioni: tra legame e fuga, amore e distanza, vita e morte.

Brasch, figlio di un alto funzionario della DDR, fu incarcerato nel 1968 per „odio contro lo Stato“ dopo aver protestato contro l’invasione delle truppe del Patto di Varsavia nella Cecoslovacchia. Nel 1977 lasciò la DDR; un passo che significava liberazione e perdita contemporaneamente. Nel suo versetto si concentrano le tensioni di una vita tra appartenenza e alienazione, tra il desiderio di arrivare e l’impossibilità di rimanere.
L’installazione di Beckers riporta questa ambivalenza nel pubblico spazio, in un luogo dove movimento, permanenza e transitorietà si sovrappongono quotidianamente. Il tappeto su cui è appeso il testo di Brasch segna un luogo provvisorio per il soggiorno: rappresenta sia calore e protezione, sia senza tetto, sia coloro che non hanno casa. Sotto le arcate, un passaggio tra l’interno e l’esterno, protezione e pubblica visibilità, l’iscrizione assume un doppio significato: parla del luogo da cui si desidera rimanere e, al tempo stesso, della impossibilità di raggiungere mai questo luogo.
Nella produzione di Beckers, che spesso opera all’intersezione tra street art, dichiarazione politica e poesia, il gesto poetico si fonde con la necessità sociale. L’installazione non è un monumento, ma un invito alla riflessione sul rapporto tra luogo e identità, tra appartenenza e estraneità.

Il citato di Thomas Brasch diventa qui un silenzioso eco del presente. Ricorda tutti coloro che sono in viaggio, volontariamente o forzatamente, e il cui rimanere può essere sempre solo temporaneo. Allo stesso tempo, fa riferimento al nucleo utopico dell’essere umano: il desiderio di arrivare in un luogo che non esiste ancora, „dove non sono mai stato“.
In questo modo il lavoro di Beckers diventa un’intervento poetico nel paesaggio urbano: trasforma un oggetto quotidiano in un simbolo di indigenza e speranza contemporaneamente, e fa brillare la linea esistenziale di Brasch come una delle più belle paradossi della letteratura moderna.

Sulla artista

L’artista e illustratore Justus Becker (*1978 a Amburgo) è attivo come graffitero dal principio degli anni novanta con il nome artistico „COR“, che in latino significa “cuore”; ha dipinto le pareti in tutto il mondo. Tra gli altri, nel 2018 la sede della Ambasciata tedesca a Tokyo (Giappone), nel 2019 nell’ambito della partnership urbana un murale di street art a Toronto e nel 2022 una colomba della pace in occasione della crisi ucraina a Francoforte sul Meno. Il suo marchio distintivo sono grandi ritratti selvaggi, colorati e fotorealistici. Insieme ad altri attivisti, realizza anche grandi immagini politiche e critiche alla società nel pubblico spazio di Francoforte sul Meno.

L'interpretazione filosofica di Ardis

Foto: © Stefan Gröpper Photography

Ardi Goldman Arte
e la fondazione culturale gGmbH

Uniongelände
Hanauer Landstraße 188, 60314 Francoforte sul Meno

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