Il percorso d’arte

Klaus Prior

Golem, 2013-2024

Zedernholz | 80 x 110 x 450 cm

Ogni materiale è una sfida, sia che si tratti di un albero alto sei metri o di un pezzo di carta.  

Klaus Prior Vive e lavora a Lugano e a Kißlegg/Westallgäu, in Svizzera.
*1945 a Wesel, Germania

ISTITUZIONE

Pittura presso la Scuola d'Arte Applicata di St. Gallen, St. Gallen

Un sguardo dietro le quinte dell'opera

Der Künstler Prior hat einen Golem erschaffen, obgleich der Schöpfer, wie es der Legende nach der Fall zu sein hätte, keineswegs nah zu Gott ist. Prior, ganz und gar säkular, kommt wohlweislich ohne Gott aus. Er hat aber ein Wesen geschaffen, das in seiner Mehrdeutigkeit dem Menschen beistehen kann. Der Mensch braucht Beistand gegen die unter ihm weilenden Menschenfeinde.

Nach der Golem-Legende erschaffen weise und gelehrte Rabbis die Figur aus Lehm. Sie hauchen ihr Leben ein. Golem soll die Juden vor der drohenden Vernichtung retten. Im vergangenen Jahrhundert freilich fehlte Golem. Er war nicht da und wurde auch von niemandem erschaffen, um die Juden Europas vor der Katastrophe zu bewahren.

Für Prior hat der Golem eine universelle Bedeutung. Vom Menschen erschaffen ist er eine Zwitterfigur. Er steht für das Rätsel, das der Mensch sich selbst ist. Mit Stanisław Lem weiß Prior, dass der Mensch ein Zufallsprodukt ist. Nichts Teleologisches eignet ihm, er ist auf keinen Zweck hin entstanden. Zufällig ist die Welt und auch der Mensch in ihr. Diese ganz und gar weltliche Sicht auf die Existenz des Menschen hebt aber seine Eigenverantwortung hervor. Wenn alles Menschenwerk ist, wenn alles in unseren Händen liegt, dann ist der Mensch das Subjekt der Geschichte. Ein Ausweg, in welche Sphäre auch immer, ist versperrt. Alle Transzendenz ist ausgeschlossen.

Ist der Mensch Menschenwerk, dann schafft der Menschenbildner Prior in seinem vor rund zehn Jahren entstandenen Golem ein Wesen, das uns Wächter und Retter, Helfer und Beschützer, aber auch Monster und Bösewicht sein kann.

Was der von Menschen erschaffene Golem uns ist, entscheidet einzig der Mensch. Ob er ihm zum Wohle oder zum Verderben gereicht, liegt in seiner, des Menschen Hand.

Sulla artista

Klaus PriorLa sua opera artistica nasce senza schemi preliminari o modelli. Le sue sculture, così come i suoi lavori su tela e carta, vengono spesso realizzati in un unico e concentrato processo, a seconda delle dimensioni. La spontaneità e la concentrazione determinano il processo. In una forma di automatismo psicologico, Prior visualizza la propria percezione interiore. Le opere riflettono sensazioni grezze e intuitive e stati emotivi immediati.

Con colori scelti spontaneamente, gesti impulsivi e pennellate imposte rapidamente, l’artista sviluppa, per necessità interna, le silhuette dei suoi soggetti. L’attraversamento dei limiti formali, l’esasperazione consapevole di teste, volti, arti o gesti, nonché le tracce visibilmente lasciate del lavoro sono mezzi stilistici centrali. Funzionano come manifestazioni dell’espressione momentanea e conferiscono alle opere una presenza intensa.

In termini figurativi, Prior lavora principalmente con il legno, uno dei materiali più antichi dell’arte. Anche le sue sculture in ferro risalgono alle sculture in legno. Egli rinuncia costantemente a contesti narrativi, ad attributi o riferimenti figurativi che potrebbero inserire le sue figure in contesti episodici. Le figure sono indipendenti tra loro – esistenziali, vulnerabili, isolate.

L’arte di Priors è profondamente influenzata dalle esperienze della sua infanzia e dell’adolescenza nel post-guerra in Germania, dalla percezione della fragilità e della vulnerabilità umana e dalle realtà della vita di una cultura operaia multinazionale e industrializzata. Le sue immagini e le sue sculture parlano di dolore, ferite e isolamento come condizioni ricorrenti dell’esistenza umana.

In qualità di appartenente alla generazione dei neonati, il prior si rifiutò di reprimere e di incolpare la generazione dei perpetratori. Si rifiutò di arruolarsi nel servizio militare nell’impero economico della Germania occidentale, emigrando in Svizzera. Là, seguì attentamente il processo di Auschwitz a Francoforte sul Meno e si impegnò intensamente come nato innocente nel confronto con il crimine umano tedesco.

Questo senso storico e il confronto con la filosofia dopo Auschwitz costituiscono un fondamento fondamentale del suo pensiero e della sua opera. L’opera di Priors è espressione di una lotta esistenziale per la memoria, la responsabilità e la fragile dignità dell’uomo.

Photos: © Stefan Gröpper Photography / Daniel Woeller

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