Il percorso d’arte

Isabel Franke

NEVER ENDING STORY, 2017

Spiegel, Led | 70 x 70 cm

Guardarsi allo specchio. Guardare. Sentire. Riflettere. Fantasiare. „Tutti vogliono capire l’arte. Perché non si cerca di capire le canzoni di un uccello?“ Le parole di Picasso si trovano nel vuoto. Forse anche “Non dovresti fare un’immagine“ riflette questo.

Isabel Franke vive e lavora a Francoforte sul Meno e a Bad Soden
*1965 a Stoccarda, Germania.

ISTITUZIONE

Studiò filosofia e germanistica a Monaco di Baviera
Scuola serale della Städelschule di Francoforte, Francoforte sul Meno

Un sguardo dietro le quinte dell'opera

L'oggetto luminoso Una storia senza fine Rappresenta uno dei lavori di Isabel Franke, in cui la lingua è emulata in un’immagine con il supporto scelto – in questo caso lo specchio. Altri materiali per questo tipo di opere sono il piombo di Saturno e il vetro nelle serie „Worte von Blei“ e „Worte von Glas“, realizzate in una lunga serie di stampe digitali. I testi estratti dal Overflow sono concatenati in modo digitale, tonificante e sibilante; gli osservatori sono costretti a confrontare le parole nella loro singolarità; un sguardo concentrato è forzato o consentito, a seconda della prospettiva. Un’immersione senza il Babylon digitale, senza distrazioni derivanti da antecedenti, successivi o sovrapposti.

Il versetto da leggere sull’oggetto illuminato ha origine nei dieci comandamenti che, secondo l’Antico Testamento, Mosè ricevette dal Signore sul Monte Sinai, incisi su tavole di pietra, un materiale non riflettente per le vite umane. Al contrario, la superficie dello specchio dell’opera d’arte: la punta di un rasoio ha in alcuni punti distrutto la superficie dello specchio, le macchie di scrittura frammentano l’immagine dello specchio degli osservatori, ma le zone cieche sono la porta verso un mondo fantastico, da cui una luce luminosa rispecchia la propria luce nella nostra realtà. “Non farete per voi un’immagine“ nel tumulto dialettico delle associazioni. Il titolo Una storia senza fine come cifra poetica che si colloca in un contesto di riferimento immanente con l’oggetto. Una struttura – l’opera e il titolo come linee parallele che possono dialogare – che si ritrova nella maggior parte delle opere dell’artista e invita a immergersi nel labirinto delle possibili interpretazioni.

Le immagini linguistiche sono un segmento delle molteplici opere di Isabel Franke. Nei suoi lavori, materiali primari come la cera, i pigmenti, il piombo e il vetro si fondono con la fotografia e le tecniche digitali senza confini mediatici; nascono anche oggetti, immagini enkaustiche, disegni, giclées o video-installazioni che spostano lo sguardo dall’ovvio verso la trama nervosa sottostante e, nelle mostre individuali, instaurano numerose relazioni tra loro. Nei suoi lavori, l’artista reagisce ai temi del nostro tempo. In cerca del distillato del tempo senza fine, in una combinazione ludica con elementi archetipici dell’evoluzione umana e della storia della mente, nascono opere molteplici che possono essere lette in termini di superficialità o complessità.

Sulla artista

Isabel Franke Vive e lavora a Francoforte sul Meno e a Bad Soden. Dopo il diploma, ha studiato filosofia, linguistica, scienze teatrali, cinematografiche e televisive a Monaco e a Francoforte sul Meno; ha inoltre seguito corsi di danza e recitazione. Dal 1999 al 2004 ha studiato presso la scuola serale della Städelschule di Francoforte sul Meno con Bernhard Jäger, Nicole van den Plas, Ann Reder e Vroni Schwegler. Parallelamente alla sua attività di artista creativa, ha lavorato come attrice nella scena teatrale indipendente, drammaturga presso la Bavaria Film, responsabile della redazione cinematografica presso la ARD fino al 2015. Dal 2002 ha esposto in gruppo e in mostra personale. Atelier negli „Heddernheimer Höfen“ di Francoforte sul Meno.

Foto: Marie Ruck

Ardi Goldman Arte
e la fondazione culturale gGmbH

Uniongelände
Hanauer Landstraße 188, 60314 Francoforte sul Meno

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