Il percorso d’arte

Eva Beresin

Determined Sights of Nature. Taking a Break, 2024

Bronzo | 71 x 51 x 140 cm | Pezzo unico della serie

Ho un’idea e disegno e poi velocemente creo una composizione. Composizione, colore e storia. Nel momento in cui mi accorgo di aver pensato qualcosa, cambio qualcosa perché non voglio che diventi troppo complicato. Deve fluire. Per me pianificare e riflettere sono completamente fuori luogo. E se la rifletto cento volte, poi tutto diventa sempre diverso.

Eva Beresin vive e lavora a Vienna, Austria.
*1955 a Budapest, HU

ISTITUZIONE

Scuola di Arti Visive di Budapest

Un sguardo dietro le quinte dell'opera

Con Obiettivi naturali determinati, un momento di pausa presentato Eva Beresin Nell’area dell’Union, una scultura in bronzo che, allo stesso tempo, è gioiosa e misteriosa, incarna il ponte tra la sua pittura espressiva e i suoi lavori plastici più recenti. L’immagine animale-umana seduta/in posizione supina sembra rimanere sospesa in uno spazio mentale: una „pausa“, nel senso letterale e esistenziale. La superficie del corpo in bronzo è decorata con piccoli accenti colorati, un procedimento tipico di Beresin che unisce la pittura e la scultura in un connubio indissolubile. Dal 2014 Beresin trasferisce le figure grottesche e amorevoli dei suoi dipinti nella terza dimensione. Con modelli in gesso di piccole dimensioni, che scala a grandezza naturale tramite stampa 3D, amplia la sua lingua artistica con un momento fisico. Le sculture, colate per la prima volta per la loro presentazione alla Albertina, non sono corpi silenti nel senso classico, ma sono immagini vive della pittura, intricato di colore, umorismo, vulnerabilità e una delicata tenerezza particolare.

Come nei suoi dipinti, anche qui ci troviamo di fronte a un mondo in cui il grottesco, il doloroso, il umano e l’inesperto si fondono tra loro. La figura sembra essere uscita dalla natura e contemporaneamente anche di essa sogna. Sembra concedersi un momento di pausa da un mondo che Beresin descrive spesso nella sua arte come caratterizzato dalla paura, dalla sovraccarica e dall’umorismo. L’atteggiamento della scultura, parzialmente rilassato e parzialmente agitato, ricorda la capacità di Beresin di esprimere la sua visione del mondo attraverso la sua arte., Afferrare le ambivalenze: pace e inquietudine, ironia e vulnerabilità, volontà di sopravvivenza e stanchezza.

L'opera di Beresina è indissolubilmente legata alla sua storia personale e familiare. La artista, nata a Budapest nel 1955 e residente a Vienna dal 1976, negli ultimi decenni ha creato un universo autonomo e profondamente autobiografico. Nei suoi dipinti e sculture risuonano i traumi della sua storia familiare (entrambi i genitori sopravvissero allo Shoah), ma anche l'ironia e la gioia di vivere quotidiana. L'artista lavora con umorismo acuto, deformazioni grottesche e colori brillanti per esplorare l'esistenza umana tra paura e superbia, tragedia e comicità.

Obiettivi naturali determinati, un momento di pausa Questa dialettica si riflette in forma concentrata. Invece di posare in modo eroico, la figura si ferma, concedendosi un momento di pausa dall’esigenza di vedere e di essere. Con il suo lavoro plastico Beresin traduce il figurativo nel fisico. La bronzo, un materiale tradizionalmente pesante e duraturo, assume leggerezza grazie alla sua colorazione e alla sua postura giocosa. La figura sembra poter sempre ribaltarsi, alzarsi o ribollire dentro di sé, un corpo vivente in uno stato di sospensione tra umorismo e abisso. Nell’area Union, nel pubblico spazio, la scultura sviluppa un’azione particolare: invita i passanti a confrontarsi con una peculiare miscela di estraneità e familiarità. Invita al sorriso e al pensiero su come l’esistenza umana possa essere vulnerabile, contraddittoria e capricciosa.

„Dipingo ciò che sono e sono tutto ciò che dipingo.“  Eva Beresin

Con Obiettivi naturali determinati, un momento di pausa trasporta il Eva Beresin suo tema centrale, la sopravvivenza attraverso l’immaginazione, nella dimensione tridimensionale. Le sue sculture non sono solo espansioni della sua pittura, ma sono vere e proprie conversazioni interiori in cui il divertimento, il dolore e la bellezza coesistono in un unico respiro.

Sulla artista

L’artista ungherese (*1955 a Budapest) iniziò a disegnare e a dipingere fin dalla sua infanzia, completò il suo studio presso la School of Fine Arts di Budapest e lavora ininterrottamente dal 1990. Le sue opere rappresentano persone e animali in pose corporee distorte, con grimase grottesche che sembrano voler fondersi tra loro. Ha presentato per la prima volta il suo lavoro attuale nel 2015, in risposta al diario di sua madre, scritto dopo la sua liberazione da Auschwitz. Oltre a numerose partecipazioni internazionali a mostre, nel 2024 si è tenuta una grande mostra antologica presso il Museo Albertina di Vienna. Le sue opere sono presenti in collezioni private e museali come la collezione del Bundestag tedesco, il Museo Albertina di Vienna e la collezione Roux a Panama.

Foto: © Stefan Gröpper Photography, Marie Ruck

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