Il percorso d’arte

Cameron Platter

YOU CAN’T TOUCH THIS, 2022

Bronzo | 230 x 52,5 x 26,5 cm

Il mio lavoro consiste nell’utilizzare ciò che mi circonda, o ciò che vedo nel mio ambiente immediato; e poi trasformarlo, creando qualcosa di fantastico. È un’arte di trasformare il nulla in qualcosa di fantastico. Di rendere qualcosa di umano da oggetti non molto umani.

Cameron Platter Vive e lavora a KwaZulu Natal e Capetown, ZAF.
*1978 a Johannesburg, ZAF

ISTITUZIONE

B.A. Malerei, Scuola di Belle Arti Michaelis, Città del Capo

BORSE, PREMIAZIONI, RICONOSCIMENTO

2015 Artista in Residence, Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Zeitz MOCAA)

Un sguardo dietro le quinte dell'opera

Cameron Platter – YOU CAN’T TOUCH THIS

Cameron Platter Nel suo lavoro filtra la vasta ondata di informazioni e materiali della nostra epoca – in modo estremamente personale e originale. Con un approccio eclettico e interdisciplinare, oltrepassa e sfugge deliberatamente i confini tra l’alta e la cultura pop. Nel farlo, attinge a fonti quotidiane, non convenzionali, frammentate e spesso trascurate, che mette in nuovi contesti spesso irrilevanti.

La sua scultura YOU CAN’T TOUCH THIS L'opera del 2022 è composta da ricostruzioni in legno di figurine di plastica, ciotole e mattoni di cemento. Queste sono state fuse in bronzo e assemblate in una grande installazione antropomorfa e totemica.

Platter utilizza materiali e oggetti provenienti dal suo ambiente circostante e li trasforma in immagini fantasiose, con l’obiettivo di creare qualcosa di magico. Come lui stesso spiega, il suo intento è quello di trasformare cose apparentemente inanimate in qualcosa di umano: infondere vita nelle cose, attribuirgli un significato – e nello stesso tempo mettere in discussione il nostro rapporto con l’ambiente costruito e vissuto.

Gli elementi scelti – sgabello, secchio, mattonella – sono simboli dell’abitare quotidiano, spesso banalizzati o addirittura considerati rifiuti. Ci confrontiamo quotidianamente con loro, ma concediamo loro scarsa attenzione. Selezionandoli, modellandoli in legno e infine plasmandoli in bronzo, Platter sottopone questi oggetti a una sorta di trasformazione contemplativa. Il processo artistico stesso diventa così una riflessione meditativa sulla nostra contemporaneità e sull’esistenza.

La trasformazione apparentemente assurda in oggetti in bronzo duraturi riflette le contraddizioni del nostro tempo: nonostante tutti i progressi tecnologici e l'eccessiva autoaffermazione nella progettazione, proprio quelle cose banali e trascurate, prodotti da gettare via – siano essi in plastica o in metallo – sopravvivono.

La mia opera nasce da ciò che mi circonda direttamente: dalle cose insignificanti della mia vita quotidiana, da ciò che spesso viene trascurato. Le catturo, le trasformo e ne creo qualcosa di fantastico.

È un tentativo di tirar fuori il magico dal comune, di trasformare ciò che sembra essere un nulla in qualcosa di magico. Dentro gli oggetti inanimati e trascurati infilo qualcosa di umano: una anima, un gesto, una storia.

Sulla artista

L’artista Cameron Platter (*1978 a Johannesburg) vive e lavora nel KwaZulu-Natal e a Città del Capo. La sua opera, che filtra la fitta ondata di informazioni odierna in modo prevalentemente personale e non convenzionale, è stata esposta, tra l’altro, al Palais de Tokyo e al padiglione sudafricano alla 55ª Biennale di Venezia e è presente in numerose collezioni, tra cui il MoMA di New York.

Foto: © Stefan Gröpper Photography

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