Platter YOU CAN’T TOUCH THIS, 2022
Il percorso d’arte
YOU CAN’T TOUCH THIS, 2022
Il mio lavoro consiste nell’utilizzare ciò che mi circonda, o ciò che vedo nel mio ambiente immediato; e poi trasformarlo, creando qualcosa di fantastico. È un’arte di trasformare il nulla in qualcosa di fantastico. Di rendere qualcosa di umano da oggetti non molto umani.
ISTITUZIONE
BORSE, PREMIAZIONI, RICONOSCIMENTO
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Un sguardo dietro le quinte dell'opera
Cameron Platter – YOU CAN’T TOUCH THIS
Cameron Platter Nel suo lavoro filtra la vasta ondata di informazioni e materiali della nostra epoca – in modo estremamente personale e originale. Con un approccio eclettico e interdisciplinare, oltrepassa e sfugge deliberatamente i confini tra l’alta e la cultura pop. Nel farlo, attinge a fonti quotidiane, non convenzionali, frammentate e spesso trascurate, che mette in nuovi contesti spesso irrilevanti.
La sua scultura YOU CAN’T TOUCH THIS L'opera del 2022 è composta da ricostruzioni in legno di figurine di plastica, ciotole e mattoni di cemento. Queste sono state fuse in bronzo e assemblate in una grande installazione antropomorfa e totemica.
Platter utilizza materiali e oggetti provenienti dal suo ambiente circostante e li trasforma in immagini fantasiose, con l’obiettivo di creare qualcosa di magico. Come lui stesso spiega, il suo intento è quello di trasformare cose apparentemente inanimate in qualcosa di umano: infondere vita nelle cose, attribuirgli un significato – e nello stesso tempo mettere in discussione il nostro rapporto con l’ambiente costruito e vissuto.
Gli elementi scelti – sgabello, secchio, mattonella – sono simboli dell’abitare quotidiano, spesso banalizzati o addirittura considerati rifiuti. Ci confrontiamo quotidianamente con loro, ma concediamo loro scarsa attenzione. Selezionandoli, modellandoli in legno e infine plasmandoli in bronzo, Platter sottopone questi oggetti a una sorta di trasformazione contemplativa. Il processo artistico stesso diventa così una riflessione meditativa sulla nostra contemporaneità e sull’esistenza.
La trasformazione apparentemente assurda in oggetti in bronzo duraturi riflette le contraddizioni del nostro tempo: nonostante tutti i progressi tecnologici e l'eccessiva autoaffermazione nella progettazione, proprio quelle cose banali e trascurate, prodotti da gettare via – siano essi in plastica o in metallo – sopravvivono.
La mia opera nasce da ciò che mi circonda direttamente: dalle cose insignificanti della mia vita quotidiana, da ciò che spesso viene trascurato. Le catturo, le trasformo e ne creo qualcosa di fantastico.
È un tentativo di tirar fuori il magico dal comune, di trasformare ciò che sembra essere un nulla in qualcosa di magico. Dentro gli oggetti inanimati e trascurati infilo qualcosa di umano: una anima, un gesto, una storia.
Sulla artista
L’artista Cameron Platter (*1978 a Johannesburg) vive e lavora nel KwaZulu-Natal e a Città del Capo. La sua opera, che filtra la fitta ondata di informazioni odierna in modo prevalentemente personale e non convenzionale, è stata esposta, tra l’altro, al Palais de Tokyo e al padiglione sudafricano alla 55ª Biennale di Venezia e è presente in numerose collezioni, tra cui il MoMA di New York.
Foto: © Stefan Gröpper Photography
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